Papa Francesco, Oggi l’Udienza su Speranza e Spirito

Papa Francesco, nell'udienza odierna, ha trattato i tempi della Speranza e dello Spirito: "Finché c'è speranza, c'è vita".

Angelus di Oggi, Papa Francesco cita una canzone di Mina

Una moltitudine di persone hanno riempito stamani Piazza San Pietro per assistere all’udienza generale del mercoledì, presieduta da Papa Francesco. Speranza e Spirito Santo, sono stati i temi al centro della catechesi di oggi in vista della festa di Pentecoste, che si festeggerà domenica 4 giugno 2017. La figura che accompagna la riflessione del pontefice è proprio la Vergine Maria, colei che era sotto la croce di Cristo durante i suoi ultimi momenti di vita terrena.

Papa Francesco in udienza: le tematiche trattate

Nella catechesi di stamani, Papa Francesco ha sottolineato “l’imminenza” della festività di Pentecoste andando così ad incentrare il suo discorso sulla Speranza Cristiana e sullo Spirito Santo. Quello della Speranza è un tema molto caro a Papa Francesco e infatti basta leggere i suoi discorsi per notare la presenza costante di essa, oggi il pontefice ha citato San Paolo invitando i fedeli alla riflessione su una frase dell’apostolo: “Il Dio della speranza vi riempia, nel credere, di ogni gioia e pace, perché abbondiate nella speranza per la virtù dello Spirito Santo”.

 Il Santo Padre ha poi continuato parlando del “Dio della Speranza” dichiarando: “Colui che speriamo di raggiungere un giorno nella vita eterna; vuol dire anche che Dio è Colui che già ora ci fa sperare, anzi ci rende lieti nella speranza, lieti ora di sperare, e non solo sperare di essere lieti in futuro, dopo la morte”. Papa Francesco dunque si fa portavoce degli uomini in quanto bisognosi di speranza e a tal proposito Bergoglio ha espresso tale pensiero: “Finché c’è vita, c’è speranza, dice un detto popolare; ed è vero anche il contrario: finché c’è speranza, c’è vita. Gli uomini hanno bisogno di speranza per vivere e hanno bisogno dello Spirito Santo per sperare”. 

Papa Francesco: “Lo Spirito Santo rende possibile questa speranza invincibile”

Con questa frase, Papa Francesco ha proseguito, come aveva già anticipato, con il parlare dello Spirito Santo, citando le lettere ai Romani: “Come potrebbe Colui che ci ha dato il proprio unico Figlio non darci ogni altra cosa insieme con Lui? (cfr Rm 8,32). La speranza non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato (Rm 5,5)”.

Lo Spirito Santo dunque va di pari passo con la Speranza ed è a questo punto che Papa Francesco ha affermato: “Lo Spirito Santo non ci rende solo capaci di sperare, ma anche di essere seminatori di speranza, di essere anche noi – come Lui e grazie a Lui – dei “paracliti”, cioè consolatori e difensori dei fratelli”. Papa Francesco, per spiegare meglio il “compito” dello Spirito Santo, prima di concludere, ha citato Benedetto XVI il quale durante un’omelia del 2009 ha spiegato così questo “lavoro”: “L’energia capace di muovere il mondo non è una forza anonima e cieca, ma è l’azione dello Spirito di Dio che “aleggiava sulle acque” (Gen1,2) all’inizio della creazione”.