Primarie Pd, Matteo Renzi ha vinto: che partito sarà?

Matteo Renzi Segretario del Pd, ha vinto le primarie: che partito sarà?

Cinque mesi dopo la sconfitta al Referendum, Matteo Renzi torna segretario del Pd e lo fa con una larga legittimazione tra gli elettori del Pd. Batte due figure importanti del partito: Andrea Orlando, che aveva proposto la sua candidatura come federatore degli scissionisti di Mdp, Movimento dei Democratici e Progressisti; e Michele Emiliano, posizionato certamente più a sinistra di Matteo Renzi. Gli elettori, di fatto, danno una risposta netta: preferiscono continuare con Matteo Renzi, segno chiaro di voler provare a vincere le elezioni con l’ex premier e sindaco di Firenze. Ma che Pd sarà con Matteo Renzi segretario?

Le alleanze del Pd

Matteo Renzi ha una vocazione maggioritaria: vorrebbe andare a guidare il paese soltanto con il Pd. Sa che, a meno di una diversa legge elettorale (con premio di maggioranza al primo partito), questo non sarà possibile. E allora a priori non esclude anche le larghe intese, ma a quel punto a decidere sarà il Parlamento dopo le elezioni. È aperto anche una coalizione con la sinistra guidata dall’ex sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ma non con i fuoriusciti di Mdp.

La legge elettorale

Bocciata la riforma lo scorso 4 dicembre, Matteo Renzi ama ripetere: «Adesso è il Parlamento che deve fare una legge elettorale». In realtà Renzi in cuor suo vorrebbe una legge elettorale maggioritaria, in grado di definire una maggioranza chiara subito dopo il voto. Pur di andare a votare, però, potrebbe anche accontentarsi del Provincellum (collegi uninominali proporzionali), però con correttivi.

Matteo Renzi, la riforma sul lavoro e il partito

Matteo Renzi non ha mai messo in discussione la sua principale riforma, il Jobs Act, anzi ne rivendica i risultati: 710.000 posti di lavoro creati. In più, propone una misura di detassazione e defiscalizzazione per i primi tre anni per le aziende che assumono giovani under 30.

Secondo lo Statuto del Pd, automaticamente il segretario del partito diventa anche candidato premier. Renzi, comunque, ha già in agenda la riorganizzazione dei circoli, luoghi in cui discutere dei temi chiave dell’agenda politica.