“Raman Raghav 2.0” su Netflix: Uscita e Trama

Una crime story indiana di serial killer. Lo trovate su Netflix.

Presentato prima a Cannes nella sezione Quinzaine des Réalisateurs, poi visto fuori concorso al Torino Film FestivalRaman Raghav 2.0, conosciuto anche col titolo inglese di Psycho Raman, arriva ora su Netflix. Il thriller indiano diretto da Anurag Kashyap, i cui film inediti furono proiettati nel 2009 alla Biennale cinema in occasione della sua attività di giurato del festival, sdogana qualsiasi luogo comune siamo soliti ad attribuire al cinema commerciale indiano. Raman Raghav è infatti un B-movie indiano, a cui piacciono certe scivolate nel trash, senza però mai perdere una certa coerenza, una certa dignità cinematografica. E lo fa con una storia di serial killer piuttosto atipica.

Dopo diversi anni in carcere, Ramana torna a trovare la sorella Ankita, ormai con una sua famiglia, che lo accoglie freddamente, respingendo l’apparente gentilezza del fratello. Ramana è infatti un pericoloso serial killer che armato di una mazza di legno uccide per il puro gusto di uccidere e non risparmia a nessuno il massacro, inclusi vecchi e bambini. E’ fuori controllo ma dice di essere ispirato da una volontà divina. Tuttavia, commessi gli omicidi, si costituisce al poliziotto Raghavan, non venendo però creduto e il killer fa di tutto per smacherarsi. Raghavan, dal canto suo, è tutto tranne che l’archetipo del poliziotto eroico e infallibile.

Ray-ban, sigaretta e aria da spaccone possono ingannare. Figlio di un importante uomo indiano da cui si è sempre sentito sottovalutato, usa metodi tutt’altro che ortodossi ed è dipendente dalla cocaina. Pur convivendo con Simmy, conduce una vita sessuale libertina e rifiutando qualsiasi legame sentimentale ha più volte costretto la compagna a liberarsi di un suo potenziale nascituro. La fragilità di questo personaggio viene a galla proprio quando incontra il suo nuovo nemico…

Raman Raghav 2.0 è un film di una violenza inaudita e forte di una morale nichilista che assolutamente non fa sconti

Kashyap sa giocare col materiale grezzo del B-movie e combattere contro gli stereotipi a cui è abituato il suo spettatore. E’ consapevole che esiste un modo più “tamarro” di fare cinema e che la stessa scrittura può essere fastidiosamente debordante o persino assurda. Ma usa questi elementi per produrre un film di ambizioni ben più alte, peraltro riuscendo nel suo intento, pur consapevole del fraintendimento in cui rischia di cadere la sua complessa operazione di regia. Ma è una sfida che porta avanti con coraggio e determinazione.

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Laureato in DAMS all'Università degli Studi di Torino e diplomato in Filmmaking presso la Scuola Holden, ha frequentato diversi workshop di sceneggiatura e critica cinematografica, formando la sua esperienza anche presso alcuni Festival cinematografici (Torino, Bobbio e Venezia). Già redattore presso "Darkside Cinema" e "L'Atalante", è autore di racconti, soggetti e sceneggiature, nonché regista di un cortometraggio, "Interno familiare". Nel 2016, un suo soggetto per lungometraggio è stato tra i finalisti al Pitch in The Day- Concorso Opere prime.