Attualità

Sciopero 29 Novembre 2019 USB: Informazioni utili e Motivi

Per il 29 novembre 2019 è previsto uno sciopero generale dalla USB per protestare contro la gestione del caso Ilva. Ecco tutte le informazioni utili.

Il 29 novembre 2019 è stato indetto uno sciopero generale dalla sigla sindacale USB per protestare contro la gestione dell’emergenza Ilva da parte del Governo. La mobilitazione coinvolgerà settore pubblico e privato.

Per il 29 novembre è prevista una grande mobilitazione da parte dei lavoratori pubblici e privati che hanno aderito allo sciopero generale indetto dalla sigla sindacale USB per mettere pressione al Governo nella trattativa con Arcelor Mittal per il futuro dell’Ilva. Il timore delle persone che manifesteranno venerdì è quello che l’Esecutivo scenda a patti troppi sconvenienti con la multinazionale facendosi ricattare da quest’ultima e cedendo su ogni sua richiesta in materia ambientale e di esuberi. Ecco come svolgerà lo sciopero e un approfondimento sulla vicenda Ilva alla base della mobilitazione.

Sciopero generale del 29 novembre

Come anticipato, la mobilitazione si svolgerà il 29 novembre 2029 dalla mezzanotte fino alle ore 21:00. Essendo uno sciopero generale, saranno coinvolti sia settore pubblico che quello privato e saranno sostanzialmente tutti i comparti lavorativi di questo Paese a vedere rallentamenti nella loro attività. In queste ore ogni singolo molti enti pubblici come ospedali o aziende di trasporti stanno comunicando i possibili disagi alla propria utenza ma, ovviamente, saranno rispettato le fasce di garanzia per i servizi più indispensabili alla cittadinanza come appunto trasporti e sanità. Non è facile prevedere l’adesione a questa manifestazione ma sicuramente la mobilitazione di venerdì 29 novembre dovrà rappresentare per il Governo un fattore da tenere in considerazione.

Perché si arriva allo sciopero generale?

La mobilitazione indetta dall’Unione Sindacale di Base trova motivazione nella trattativa che il Governo giallorosso sta provando a portare avanti con Arcelor Mittal per convincere l’azienda franco-indiana a tornare sui suoi passi e a non rinunciare alla gestione dell’Ilva. Sono in molti a ritenere che questo dialogo possa portare solo a una resa incondizionata dello Stato alle richieste dell’azienda che, probabilmente, oltre allo scudo penale per la bonifica ambientale pretenderà altre facilitazioni per rendere il suo impegno economico ancora più conveniente. A Taranto la paura è che il tema della bonifica ambientale passi di nuovo in secondo piano e che, per paura che l’Ilva chiuda con tutte le sue conseguenze politiche ed economiche, si chiuda un occhio, se non tutti e due, sul tema.

Emanuele Terracciano

Nato ad Aversa (CE) il 22 agosto 1994 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Salerno. Collaboro con i siti di Content Lab dal 2015 occupandomi di sport, politica e altro.

Articoli correlati

Back to top button
Close
Close