Super Bowl 2017, Ospiti, spot e sponsor

Super Bowl 2017, Ospiti, spot e sponsor

Super Bowl 2017. L’evento sportivo più seguito al mondo, arrivato al suo 51esimo appuntamento, avrà ben 18 spot commerciali cui gran parte del pianeta poserà gli occhi. Andiamo a vedere quanto sono costate le pubblicità che entreranno nella manifestazione che vedrà anche la presenza dell’illustre star americana: Lady Gagasuper ospite alla quale si aggiungono

La sfida tra New England Patriots e Atlanta Falcons farà da vetrina per 18 spot pubblicitari di importanti aziende di fama mondiale. Chiaramente, non si tratta di un banale annuncio pubblicitario o di uno sponsor stampato sulla divisa, milioni di persone in tutto il mondo si troveranno incollate allo schermo per seguire la grande battaglia per il titolo NFL. 

La Fox, quest’anno si è aggiudicata i diritti per il grande evento che oltre a Lady Gaga ospiterà anche il cantante Luke Brian che canterà l’inno degli Stati Uniti. Aggiudicarsi uno spot di 30 secondi trasmesso durante il match finale del campionato della National Football League può arrivare a costare fino a 5 milioni di dollari.

Questa la lista dei 18 colossi della pubblicità che si sono aggiudicati uno spot: T-Mobile (telefonia), Intel (informatica), Wix (informatica), Snickers (alimentari),Turbo Tax (azienda di aiuto fiscale), Avocado (pubblicità sul consumo del tipico frutto messicano), Hyundai (autovetture), Lexus (autovetture), Skittles (biciclette), Buffalo Wild Wings (ristorazione), Mercedes (autovetture), Squarespace (informatica), Tide (prodotti per lavare), Yellow Tail (vini), Bai (softdrink), Tiffany & Co (gioielleria), Honda (autovetture), Kia Niro (autovetture).

Gli spot saranno accompagnati da grandi volti dello spettacolo e non solo, infatti, anche le stelle del Football come Tom Brady. Il quarterback dei New England Patriots farà da sponsor per la Intel. Justin Bieber presterà il suo volto all’azienda della telefonia T-Mobile. In uno spot di 60 secondi dal titolo “Everyone loves unlimited“, il cantante ricorda l’evoluzione della danza fatta dai giocatori dopo un touchdown.