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Terremoto Ischia, i due fratellini estratti vivi dalle macerie

 Il terremoto che ha colpito ieri Ischia, alle 20.57, ha causato numerosi danni. Oltre le due vittime e i feriti, alcune persone sono ancora intrappolate sotto le macerie. I Vigili del fuoco sono a lavoro ininterrottamente e sono riusciti a salvare un’intera famiglia: madre, padre e tre fratellini.

La prima ad essere estratta, a distanza di poche ore dal sisma, è stata la madre, Alessia. La donna è incinta di cinque mesi e al momento della scossa si trovava in bagno. Il marito, Alessandro Toscano, è stato ritrovato alle 2.32 ferito ad una mano. Quando la terra ha cominciato a tremare si trovava sul balcone di casa ed è rimasto bloccato sotto le macerie tra un’auto e una parete. Subito dopo è accorso affianco di Guglielmo, il papà biologico dei due bambini intrappolati, Ciro e Mattia. Alle 4 del mattino, i Vigili del fuoco, dopo ore di ricerche hanno tratto in salvo Pasquale il più piccolo dei fratellini, di soli 7 mesi.

Ciro e Mattia: i due fratelli estratti dopo ore di terrore

Alle 11.30 del mattino, i Vigili del fuoco hanno estratto vivo uno dei due fratelli rimasti intrappolati. Mattia, 7 anni, è stato tratto in salvo e messo su una barella per essere subito portato in ospedale. Poche ore dopo, alle 13.10, anche Ciro, 11 anni, è stato ritrovato e salvato. I soccorritori riportano che Ciro è stato coraggioso, ha salvato la sua vita e quella del fratellino più piccolo. Avvertita la scossa ha avuto la forza di spingere con sé Mattia sotto il letto e da quel momento in poi hanno aspettato che qualcuno venisse a salvarli.

I Vigili si sono tenuti in contatto tutta la notte con Ciro che ha comunicato loro che erano vivi. Hanno tentato di tenerli svegli tutto il tempo e li hanno forniti d’acqua. Il fratello maggiore è riuscito anche a battere un manico di scopa per far sentire la posizione in cui si trovavano. Durante le ore di attesa i due bambini hanno parlato tra di loro per farsi compagnia e coraggio. Uno dei Vigili del fuoco, Mario Nappi, racconta che Ciro era preso da momenti di sconforto, nonostante gli avessero promesso che li avrebbero salvati. “Non ci credo che venite a salvarmi”, questo diceva Ciro dopo numerose ore di terrore sotto le macerie. Tra i soccorritori che hanno permesso a questa famiglia di continuare a vivere c’era anche la squadra che si occupò dei dispersi nella tragedia di Rigopiano.

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