Venezuela in Crisi: Maduro convoca Assemblea Costituente

Convocata una “Assemblea Costituente del popolo”. È ancora caos a Caracas, in Venezuela, dove il 1° maggio il presidente Maduro ha dichiarato di voler riunire una nuova assemblea popolare per riformare la struttura del Paese. Tuttavia l’opposizione pensa sia un golpe di Stato e continuano gli scontri tra le strade venezuelane.

Venezuela in Crisi: “Costituente femminista, giovanile,studentesca”

Sebbene Nicolas Maduro abbia spiegato come la nascita di una nuova costituente serva per riformare la struttura giuridica dello Stato e “Portare la pace nel nostro paese”, l’opposizione stenta a crederci. Tuttavia, Maduro, durante un’arringa in onore dell’annuale sfilata del 1° maggio, ha precisato: “Non sto parlando di una Costituente dei partiti o delle elite, intendo dire una Costituente femminista, giovanile, studentesca, una Costituente indigena, ma anzitutto una Costituente profondamente operaia, decisamente operaia, che appartenga profondamente alle organizzazioni comunali”. Sebbene non sia stato ancora chiarito se la nuova assemblea ricomporrà la costituzione, in vigore solo dal 1999, o verrà totalmente abolita.

Venezuela Crisi: l’opposizione chiede elezioni subito

Dal lato dell’opposizione, Julio Borges, a capo del parlamento, non vede di buon occhio questa iniziativa. Si parla, infatti, di un golpe di stato. Il presidente ha infatti spiegato come sarebbe “una costituente truffa, inventata solo per distruggere la Costituzione attuale e cercare di fuggire così all’inesorabile verdetto delle elezioni”, una pratica che il governo Chavista ha sospeso o ostacolato in seguito alla perdita della maggioranza del Potere legislativo nel 2015. L’opposizione, dal canto suo, chiede il rilascio di coloro che sono prigionieri politici e il riconsegnare i poteri all’assemblea nazionale. In aggiunta, una pratica assolutamente necessaria, l’opposizione chiede l’accesso ad aiuti umanitari per il Paese, in grave situazione economica. Soprattutto, Borges, chiede nuove elezioni subito, come riportato su Twitter ha scritto: “Il colpo di stato continua quello che Maduro ha ideato non è costituzionale, perché non avere elezioni da tempo necessarie?”.

Venezuela Crisi: scontri a Caracas

Proprio per tale motivo, la fazione politica è in sciopero e protesta da circa una settimana. Una manifestazione che viene sempre più repressa (anche in maniera violenta) dalla polizia. Unità antisommossa della polizia, oltre che la Guardia Nazionale, sono intervenute con gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti. Molte le testimonianze sui social che testimoniano l’intervento delle forze dell’ordine a El Paraiso e ad ovest di Caracas. Chiuse oltre 30 stazioni della metro e posti di blocco nelle strade principali.

Grave momento di tensione è stato registrato durante l’assalto all’ufficio della commissione elettorale nazionale, sede della Corte Suprema. I manifestanti hanno cercato di superare gli agenti antisommossa, ma sono stati dispersi con gas lacrimogeni. Ferito un deputato dell’opposizione. Altri momenti di paura ci sono stati quando i manifestanti hanno forzato i posti di blocco per entrare nelle strade principali. Tuttavia sono stati allontanati con lacrimogeni. Le proteste anti-governative, hanno cominciato a diffondersi dai primi d’aprile, portano attualmente un bilancio totale di 30 morti.