Versicoli quasi ecologici di Giorgio Caproni, prima prova Maturità 2017: Analisi

Ecco la spiegazione dell'opera "versicoli quasi ecologici" di Giorgio Caproni.

È “Versicoli quasi ecologici” di Giorgio Caproni il brano scelto per l’analisi del testo nel giorno della prima prova della maturità 2017. Le tracce sono state rese note alle prime ore del mattino dalle maggiori testate nazionali e gli studenti sono attualmente all’opera per sfruttare al meglio il tempo a loro disposizione.

“Versicoli quasi ecologici” di Giorgio Caproni: i dettagli dell’opera

L’opera di Giorgio Caproni, poeta italiano attivo per buona parte del ‘900, fa parte della raccolta “Res Amissa”, pubblicata postuma nel 1991. Al suo interno l’autore si è rifatto ad un periodo ormai passato della sua vita, cioè quello caratterizzato dalle civiltà contadine dei primi decenni del ‘900. Ecco il testo integrale:

Non uccidete il mare, la libellula, il vento.
Non soffocate il lamento (il canto!) del lamantino.
Il galagone, il pino: anche di questo è fatto l’uomo.
E chi per introito vile fulmina un pesce, un fiume, non fatelo cavaliere del lavoro.
L’amore finisce dove finisce l’erba e l’acqua muore.
Dove, sparendo la foresta e l’aria verde, chi resta piange
nel sempre più vasto squallore vedendo la terra
ridursi da un capo all’altro a un misero paese guasto.

“Versicoli quasi ecologici”: l’analisi dell’opera

Come detto in precedenza, l’opera si rifà alle civiltà contadine del primo ‘900. Facendo un analisi del testo possiamo dire che l’autore vede la poesia come una ricerca ininterrotta delle cose che caratterizzavano queste civiltà, tra cui la figura dell’uomo rispettoso dell’ambiente in cui viveva, in contrapposizione con quella attuale. Un uomo gentile con la terra che lo ospita, visto quasi con nostalgia da Caproni. Questo equilibrio tra Uomo e Natura viene distrutto dalla credenza del primo di essere immune a qualunque cambiamento innescato dalle sue azioni. Quello che Caproni vuole mettere in evidenza è che l’uomo, distruggendo la natura in cui vive, non fa altro che distruggere se stesso, mettendo in atto il proprio suicidio.