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Archiviato l’abuso d’ufficio a carico di Virginia Raggi

Il Gip di Roma ha deciso per l’archiviazione a carico del sindaco di Roma, Virginia Raggi, circa l’accusa di abuso d’ufficio per la nomina a capo della segreteria politica del Campidoglio di Salvatore Romeo. Anche per quest’ultimo il Gip ha emesso decreto di archiviazione.

In un “Così fan tutti” è possibile riassumere la decisione del gip nella motivazione. La nomina si Salvatore Romeo avrebbe potuto destare qualche perplessità circa l’illecita applicazione del Tuel, nella sezione riguardante alle assunzioni nello staff del sindaco. Ma per i giudici preliminari invece si è trattato di una semplice consuetudine, di “un solco già tracciato” da precedenti amministrazioni come ad esempio le giunte di Veltroni, Rutelli e Alemanno. Dunque non una novità nel mondo amministrativo romano.

A dare l’ annuncio circa questa archiviazione è stata la stessa Virginia Raggi sul suo profilo Facebook nel quale ribadisce l’ “infondatezza della notizia di reato” e prosegue specificando come il tribunale romano abbia cancellato, grazie a questa decisione, “più di un anno di schizzi di fango, ricostruzioni fantasiose e insulti perché avevo nominato Salvatore Romeo a capo della mia segreteria politica”. Anche le accuse formulate circa le tre polizze vita effettuate dalla Raggi a beneficio di Romeo avrebbero destato più di un dubbio nel Gip, Annalisa Marzano, che le ha definite “francamente stravaganti e comunque probatoriamente inconsistenti”, la quale ha aggiunto anche che i beneficiari erano sempre diversi, probabilmente amici e familiari, e per i beneficiari non vi era obbligo di comunicazione da parte degli istituti bancari del decesso del contraente onde poter riscuotere il premio.

In tutto questo però la Raggi resta ancora indagata per l’ultimo processo a suo carico: falso documentale nel caso Marra, dove la sindaca mentì all’anti-corruzione del comune capitolino. Virginia dichiarò la posizione di Raffaele Marra, ex braccio destro della sindaca, come “di mera pedissequa esecuzione delle determinazioni da me assunte, senza alcuna partecipazione alle fasi istruttorie, di valutazione e decisionali”. Le prove invece portate dai Pm Ielo e Dell’Olio narrano una verità molto diversa e come prova hanno una conversazione del 14 novembre 2016 dove lo stesso Raffaele scrive alla Raggi dicendole “Se lo avessi fatto vicecomandante, la fascia (retributiva, ndr) era la stessa”. I legali della sindaca si sono mostrati più furbi chiedendo subito il rinvio a giudizio immediato. Infatti hanno posticipato il processo, ben dopo le elezioni del 4 marzo. In questo modo il Movimento 5Stelle non ne esce indebolito nella sua campagna e soprattutto questo processo non potrà essere strumentalizzato da potenziali avversari. Una tattica per ora convincente e vincente.

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Davide D'Aiuto

Laureato in Scienze dell'Informazione editoriale, pubblica e sociale, amo scrivere più di qualunque altra cosa al mondo. Il giornalismo è la mia vita. Quando non scrivo viaggio e scatto fotografie perché adoro scoprire il mondo e leggerlo come un libro.
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