Italia eliminata dal Mondiale: cosa non ha funzionato

L'Italia di Ventura pareggia contro la Svezia al Meazza rimanendo esclusa dai prossimi Mondiali

Cartolina partita

Italia-Svezia finisce 0-0, gli azzurri sono fuori dal mondiale. Non capitava dal lontanissimo 1958 di non essere ammessi al campionato del mondo, sessanta lunghi anni di glorie e onori ma anche di tristi disfatte. Quella contro la Svezia però non è stata una semplice disfatta, la sconfitta di una partita che per la squadra di Ventura, e soprattutto per i tifosi di tutto il paese, significava assai molto.

Contro la Svezia è avvenuto un vero e proprio fallimento epocale che segnerà il calcio italiano negli anni a venire. La riconferma che c’è qualcosa di mal funzionante che deve essere cambiato e aggiustato. È tempo di ripartire da zero.

Ventura

Cosa non ha funzionato

A differenza della partita di andata, giocata venerdì 10 novembre a Solna, il ritorno è stato gestito decisamente con un altro spirito. Consci di dover vincere a tutti i costi, gli azzurri sono entrati in campo più energici e motivati cercando di dominare una partita che purtroppo è andata a loro sfavore. Ma pur essendo superiori tecnicamente agli svedesi, le cui uniche armi d’attacco sono l’altezza invidiabile e l’instancabile prestanza fisica, e avendo dominato il gioco fino alla fine (il possesso palla parla da solo), l’Italia non è riuscita nemmeno in un occasione a centrare la porta avversaria.
A tutto ciò si è aggiunta una terribile sfortuna che pare aver maledetto gli azzurri per tutta la partita. Le occasioni da gol non sono di certo mancate, anzi. Gli svedesi non hanno fatto altro che chiudersi a riccio difendendo il più possibile il loro territorio e conservando gelosamente quel sofferto 1 a 0 dell’andata. Dall’altro lato del campo, gli italiani hanno attaccato costantemente sfiorando il gol in numerose occasioni. Non si spiega come non ci siano riusciti. Hanno fatto male i calcoli? Sono stati sfortunati?

L’Italia ha indubbiamente giocato bene ma questo non è bastato a salvarli dal baratro. Con loro se ne va per sempre un’epoca calcistica che dopo la vittoria del 2006 si è riversata nell’incertezza regalando a sprazzi delle speranze, la finale del 2012 e gli Europei del 2016, e dei disastri inqualificabili, la sconfitta nella finale del 2012 contro la Spagna e i due mondiali passati.
Ora è tempo di cambiare. La Nazionale Italiana occupa una posizione di rilievo nel panorama calcistico globale essendo una delle nazioni che ha vinto più titoli mondiali nella storia oltre ad aver accolto nelle sue formazioni alcuni tra i migliori giocatori di sempre. È triste sapere che l’estate prossima gli azzurri non ci saranno, in Russia l’Italia non esisterà.
Bisogna avere pazienza e aspettare ancora un paio di anni sperando che gli errori del passato, in questo caso del presente, servano da lezione e permettano di tornare sulla cresta dell’onda conquistando l’Olimpo del calcio mondiale come solo il Bel Paese sa fare.

Italiano, di quella splendida città del nord chiamata Bergamo. Sono laureato in Lingue e letterature straniere e da “grande” sogno di fare lo scrittore, il giornalista e lo sceneggiatore. Vorrei vivere scrivendo dedicandomi al cinema, alla musica e alla lettura. Adoro Hitchcock e Leone, gli Zeppelin e Battisti. Scrivo e penso di tutto, suono la chitarra, leggo ininterrottamente e mi piace l’idea di poter dedicare la propria vita a viaggiare. Credo nell’arte, nella grandezza degli uomini, nelle parole e negli sguardi e in chi trasforma i propri pensieri in opere d’arte.