Nel Paese dei Coppoloni: il film di Vinicio Capossela

Nel Paese dei Coppoloni: il film di Vinicio Capossela

“Da dove venite? A chi appartenete? Cosa andate cercando?” Così si chiede al viandante-narratore nelle terre dei padri. Il viandante procede con il passo dell’iniziato, Io sguardo affilato, la memoria popolata di storie. E le storie gli vengono incontro nelle vesti di figure, ciascuna portatrice di destino, che hanno il compito di essere accompagnatori ispirati. Luoghi e personaggi suonano, con i loro “stortinomi”, immobili e mitici, immersi in un paesaggio umano e geografico che mescola il noto e l’ignoto. Scatozza “domatore di camion”, Mandarino “pascitore di uomini”, la Tatara, Cazzariegghio, Pacchi Pacchi, Testadiuccello, Camola, la Marescialla: ciascuno ragguaglia il viandante, ciascuno lo mette in guardia, ciascuno sembra custode di una verità che tanto più ci riguarda, quanto più è fuori dalla storia.

Il viandante deve misurarsi, insieme al lettore, con un patrimonio di saggezza che sembra aver abbandonato tutti quanti si muovono per sentieri e strade, sotto la luna, nella luce del pomeriggio, accompagnati dall’abbaiare dei cani. E poi ci sono la musica e i musicanti. La musica da sposalizio, da canto a sonetto, la musica per uccidere il porco, la musica da ballo per cadere “sponzati come baccalà”, la musica da serenata, il lamento funebre, la musica rurale, da resa dei conti.

Vinicio Capossela ha scritto un’opera, Il Paese dei Coppoloni, in cui la realtà è visibile solo dietro il velo deformante di un senso grandioso, epico, dell’umana esistenza e di un passato che torna a popolare di misteri l’opacità del nostro caos.

A pochi mesi di distanza dalla pubblicazione del libro ecco che, il 19 e 20 gennaio prossimi, le sale cinematografiche nostrane si preparano ad accogliere Vinicio Capossela – Nel Paese dei Coppoloni, la pellicola ispirata appunto all’omonimo romanzo pubblicato precisamente lo scorso marzo. Il poliedrico artista, di origine irpina, festeggia i 25 anni di carriera regalando al pubblico l’occasione di immergersi nelle atmosfere dell’opera edita da Feltrinelli e candidata alla 69esima edizione del Premio Strega.

Diretto da Stefano Obino, il film si svolge in Alta Irpinia, da Calitri a Cairano e a Guardia dei Lombardi, passando per l’antica Compsa (l’odierna Conza della Campania) e poi dall’altopiano del Formicoso al fiume Ofanto, fra case abbandonate e trivelle petrolifere, vecchie ferrovie e pale eoliche, paesaggi incontaminati e animali selvatici.

Sì proprio in Irpinia, la terra d’origine della famiglia del musicista che, sebbene nato ad Hannover, ha mantenuto con le proprie radici un legame strettissimo, ribadito dalla sua musica e dalla sua produzione letteraria. Il film evocherà le atmosfere di una terra apparentemente dimenticata, ma che conserva l’energia per narrare la propria storia. Sarà proprio Capossela a guidare gli spettatori attraverso una galleria di personaggi, luoghi e tradizioni di un territorio che merita di essere ricordato.

Nella colonna sonora del film sono presenti anche i grandi classici di Vinicio come “Il ballo di San Vito” e “La marcia del camposanto”, oltre a cinque brani inediti tratti dal nuovo album di Vinicio Capossela, intitolato Canzoni della Cupa, in uscita il prossimo marzo.

Prodotto da LaEffe, in associazione con PMG e La Cupa e distribuito nei cinema italiani da Nexo Digital, il film “Vinicio Capossela – Nel Paese dei Coppoloni” sarà in sala nelle uniche due serate di martedì 19 e mercoledì 20 gennaio 2016. E martedì davanti al grande schermo ci saremo anche noi col nostro Irpinauta Salvatore Nargi, per vederlo e poi raccontarvelo.